I Nostri Golden Bebè Da Grandi

 "C’è un’Isolachenoncè per ogni Golden, e sono tutte differenti" Cit. Erika Faccini

 

Spesso mi capita di ricevere la richiesta di visibilità dei genitori in allevamento e, possibilmente, trovare un cucciolo che rispecchi per immagine e somiglianza il padre o la madre, oppure che non gli somigli perchè l'idea che ci si è fatti del proprio golden è diversa. Ebbene tra le diverse specie conosciute, il cane indubbiamente presenta uno tra i più alti gradi di variabilità. Ci sono cani alti quanto vitelli e altri che sembrano dei coniglietti.

Pelo lunghissimo o raso o assente. Un’infinità di colori.

E quante differenze anche nelle forma!

Orecchie lunghissime, arti sproporzionatamente corti, musi schiacciati, code arrotolate. Animali tanto diversi da non sembrare, a volte, nemmeno della stessa specie. Invece tutti i cani sono fra loro fecondi e tutte le caratteristiche che ho elencato si trasmettono alla progenie secondo regole ben precise: le regole della genetica.

 

L’ereditarietà è una scienza recente. I primi studi furono compiuti dall’abate Gregor Mendel, che visse nella metà dell’ottocento. Malgrado il successivo ampliamento con nozioni più complesse, le leggi di Mendel rimangono il pilastro fondamentale alla base di tutti gli studi di genetica.

La cosa migliore è quindi affrontare questa disciplina tanto interessante quanto complessa, partendo proprio dalle cose più facili: un tipico caso di eredità semplice mendeliana. Da alcune discussioni con amici professori che avevano studiato le ricerce compiute sugli incroci e l’ereditarietà, decise di compiere anche lui qualche studio sulle variazioni delle caratteristiche nelle piante che erano in quel periodo il modello più studiato.

 

Scelse i piselli, perché molto economici e facili da mantenere. Ne aveva d’altronde bisogno di molti, perché se voleva dedurre dei principi o formulare una qualche legge, servivano per semplice statistica molti esemplari a cui fare riferimento: se per un anno notiamo che ogni giorno ad un incrocio c’è un tamponamento possiamo supporre che sia un incrocio pericoloso, ma se controlliamo solo una domenica non possiamo essere sicuri se invece abbiamo beccato casualmente un automobilista imprudente o ubriaco quel giorno. Egli si mise a coltivarli isolandoli per particolari caratteristiche, come il colore dei fiori, il colore dei baccelli, l’altezza della piantina o la superficia liscia/rugosa dei semi. Fece in modo di avere uno stanzino dove le piante erano tutte accomunate per una medesima caratteristica, per esempio il colore dei semi giallo in una stanza adibita appositamente e verde in un’altra, e continuavano a produrne senza variazioni e senza permettere beffarde impollinazioni reciproche che gli avrebbero mischiato le carte in tavola. Quando otteneva, per esempio, una pianta che produceva piselli gialli ed una che produceva piselli verdi, le isolava e le faceva autoimpollinare per ottenere altri piselli gialli e verdi, finché non otteneva piantine che producevano solo il colore desiderato. Al giorno d’oggi queste in gergo vengono chiamate “linee pure“, cioè che esprimono solamente una forma di un carattere.
Fin qui Mendel non fece nulla di sconvolgente: da sempre sappiamo che i piselli possono essere gialli o verdi, gli occhi azzurri o bruni, i cani dei molossi o dei Golden Retriever.


Dopodiché il buon Gregorio iniziava gli incroci fra le differenti “linee pure”; dato che il pisello può impollinarsi da solo, tagliò gli organi riproduttivi maschili (gli stomi) di una pianta e su quelli femminili (i pistilli) depose il polline dell’altra con un pennellino, per essere sicuro dell’incrocio. I semi raccolti venivano piantati nuovamente per avere una generazione figlia consistente in un incrocio di genitori con delle particolari caratteristiche, che viene chiamata in gergo “ibrida“.
Egli notò che le piantine figlie, cioè gli “ibridi”, presentavano la caratteristica di un solo genitore. I semi, per esempio, erano tutti gialli, mentre i fiori tutti rossi. Anche questa non era chissà quale scoperta. Bene o male i botanici avevano già descritto questo fenomeno. Anzi, Sageret compì gli stessi esperimenti e chiamò dominante la caratteristica che nella generazione ibrida si era mantenuta e recessiva quella che era “scomparsa”, perché osservava che l’espressione della prima per l’appunto dominava sulla seconda.  Ma si fermò lì e nessun’altro provò ad approfondire più di tanto il lavoro o a elaborare qualche teoria precisa che spiegasse il perché ciò avvenisse, al di là del ripescare il concetto aristotelico di “essenza” o di lanciare qualche vago spunto per discussioni da salotto.
Mendel proseguì.


Dato che sapeva che l’avvenimento era sistematico e sapeva che ci doveva essere qualcosa che regolava la trasmissione di questi caratteri, una “unità ereditaria”, chiamò quel “qualcosa” un fattore, ciò che contiene la particolare caratteristica e che viene trasmesso ai figli. Oggi lo chiamiamo gene (dal greco per “nascita”) e dato che è un termine più familiare continueremo ad usarlo. I geni quindi erano qualche cosa dentro ogni organismo che avevano a che fare con l’espressione di una particolare caratteristica, che poteva essere dominante (come il pisello giallo) o recessiva (come il pisello verde). Possiamo prendere in considerazione i nostri occhi e capelli per definire “dominanti” i capelli e gli occhi scuri, “recessivi” quelli chiari, poiché in genere osserviamo qualcosa di simile.

 

A volte però notiamo, come già detto, un salto di generazione, per cui il figlio castano avrà una figlioletta bionda dai meravigliosi occhi oltremare, come il nonno. Qui si dice semplicisticamente che “ha ripreso dal nonno”, per poi glissare; però è chiaro che il nonno non può per magia influire sugli attributi dei nipotini a distanza, deve avere a che fare in maniera tangibile e l’unica connessione comune è quella data dal padre che ha ereditato le caratteristiche del nonno ed ha trasmesso le proprie alla nipotina bionda. Stando a quanto detto fino ad ora, evidentemente quei fattori chiamati geni che nel nonno dicevano “tu avrai gli occhi azzurri” sono stati mantenuti nel padre, pur non esprimendoli, e sono stati poi trasmessi alla nipotina che invece per qualche ragione li esprime.

E perché? Torniamo a Mendel.

 

Aveva intanto (ri)formulato il concetto di  dominanza per descrivere il risultato ottenuto incrociando linee pure per caratteristiche diverse. Cosa fece a quel punto: fece autoimpollinare le piantine ibride, per vedere cosa saltasse fuori. Toh, ecco ricomparire i piselli verdi (o i fiori bianchi, o lo stelo basso). Neanche questa è una gran scoperta nell’ottica del tempo, come abbiamo visto si sapeva già del salto di generazione: tutti in fondo sapevano che si poteva riprendere dai nonni o che il sangue non mente.Fu quel che Mendel fece dopo ad esser stato, nella sua semplicità, rivoluzionario: si mise a contare i piselli.

Forse non aveva altro da fare, forse lo fece tanto per scrupolo di precisione e completezza nel raccogliere tutti i dati o forse intuì che poteva trovare qualcosa di significativo. Egli scoprì che i piselli prodotti dalla generazione successiva all’autoincrocio sembravano presentarsi in maniera costante, cioè descrivibile matematicamente.

 

Per la precisione, contò 6022 piselli gialli e 2001 piselli verdi. La cosa importante è che, matematicamente parlando, sono all’incirca approssimabili ad un rapporto di 3:1, cioè vuol dire che ogni 4 piselli 3 erano gialli e 1 verde. Potrebbe essere un caso. Ma non era il solo tratto a presentare questa caratteristica, anche il colore dei fiori o l’altezza dello stelo si presentavano in un rapporto di 3:1, puntualmente. Per la legge dei grandi numeri, non potevano essere tutte solo coincidenze.

La matematica è rigorosa e se un fenomeno sembra essere descrivibile utilizzando la matematica, è verosimile che dietro debba esserci un principio e non essere semplicemente frutto del caso.

Alcuni dei nostri nipotini dorati, si sono prestati da modelli.

Ecco gli scatti

News Golden Retriever:

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(24.04.2017 Il Nostro Golden Wedding)

Sei tu, tu che hai reso possibile tutto questo, che mi hai reso la donna che sono oggi.

Quando sei nata, il 24.04.2007, in questo luogo, ero sicura che fossi la stella più bella del cielo e oggi non c'è cosa più preziosa di averti tra le mie mani.

10 anni e sei sempre una splendida fanciulla.

Buon compleanno mia dolcissima Athena, tu per me sei tutto e lo sarai sempre!!

Ti amo.

La Tua Mamma.

Ci Siamo Trasferiti!

Dopo quanto accaduto alla nostra povera Gaia, causando enorme sofferenza, disagio e invivibilità del posto in cui vivevamo e lavoravamo con i nostri amati cani e i nostri amati gatti a Bergamo, abbiamo deciso di trasferire l'Allevamento. Ricominceremo da capo, per Gaia. 

Nos vemos pronto en la Nueva Islabonita!

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